Denti bianchissimi, ma senza rischiare di perdere lo smalto [Rassegna stampa]

Lo sbiancamento dei denti è un servizio sempre più richiesto negli studi dentistici, senza dimenticare l’uso ormai massivo del fai da te. Ma quali sono i rischi?

Qui l’articolo completo “Denti bianchissimi, ma senza rischiare di perdere lo smalto” uscito sul Corriere della Sera sezione Salute, con l’intervento del professor Lorenzo Breschi, presidente AIC (Accademia Italiana di Odontoiatria Conservativa e Restaurativa).

Denti e sbiancamento: i punti fondamentali

  • Ogni anno gli italiani sono disposti a sborsare circa 30 milioni di euro per i trattamenti sbiancanti dal dentista, che sono ormai un terzo di tutti i trattamenti odontoiatrici eseguiti per fini estetici
  • Alcuni prodotti in vendita sul web contengono ipoclorito, una sostanza che sembra efficace sul momento ma che attacca lo smalto erodendolo e rovinandone lo strato superficiale
  • Esiste una direttiva europea (la 84/2011) che stabilisce che il contenuto di perossido di idrogeno ammesso negli sbiancanti da usare in autonomia (dentifrici, collutori e altri prodotti) deve essere inferiore allo 0,1%.
    «Sono metodi con un’efficacia molto scarsa se non nulla, mentre se contengono anche particelle abrasive possono rivelarsi pericolosi» afferma Breschi.
  • Servono a poco anche le “penne” sbiancanti: funzionano come una sorta di lucidalabbra perché applicano sul dente materiali ottici riflettenti, ma l’illusione ottica svanisce dopo pochi minuti
  • Per una reale efficacia occorre scegliere i prodotti che contengono fra lo 0,1 e il 6 % di perossido di idrogeno, che secondo la normativa europea devono essere usati solo dallo specialista: si tratta di gel che vengono applicati sui denti durante la seduta in ambulatorio oppure a casa, usando apposite mascherine fornite dal dentista.
  • Nel caso della terapia domiciliare è indispensabile in ogni caso sottoporsi ai controlli regolari dal medico.
  • La normativa attuale vieta di intervenire con gli sbiancanti sui minori, a meno di particolari condizioni cliniche.

Essere consapevoli di tutto questo può aiutare quindi a non passare inutili rischi, solo per un sorriso più bianco.

 

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